L'ombra, l'amore
Tre volte allora tentai di stringerle al collo le braccia,
tre volte, invano afferrata, fuggì dalle mani l'immagine,
pari
a soffio di vento, simile a sogno alato.
Virgilio, Eneide, II 793 sg.
Che cosa stringe Enea nelle sue braccia, fra il fuoco degli
incendi? Stringe un' ombra.
Non lo potrà seguire Creusa dove lo destinano i Fati, in questo
nostro Occidente, la sua dimora è là , fra le ombre.
Degli elementi che compongono l'uomo, soma, eidolon, psiche: corpo - immagine,
idolo, ombra - e anima, l'ombra era il più individuale, il più
proprio. L'ombra che l'anima proiettava sul corpo in cui entrava, e che
animava.
Il pittore ha confidenza con le ombre, con l'ombra che i corpi proiettano
l'uno sull'altro e con la grande ombra avvolgente, grembo originario e
ricettacolo di tutte le immagini.
La pittura nasce dall'ombra che l'amato proietta sul muro e che l'amata
scontorna col gesso.
Fin dalla sua origine mitica ombra immagine e amore sono annodati nella
pittura.
Il pittore si cala nell'ombra per trovare la luce. La luce della pittura
è una luce emanata dall'ombra, un chiarore. Una luce che non impone
chiarezza alle immagini, una luce vivente.
La luce che trema come una fiamma scompiglia le immagini, le disfa, le
consegna all'ombra.
Il combattimento del pittore con le immagini è la lotta per generare
nell'immagine la fiamma della vita, il chiarore che non scaccia le ombre,
non le sopraffà e non impone il dominio della sua legislazione.
L'immagine vivente, quella in cui i contrari convivono - luce e ombra,
vita e morte, pieno e vuoto - che l'ombra custodisce nel suo grembo, è
opera dell'amore. L'amore, infatti, trascende ogni oggetto e ogni immagine.
Così il pittore, guidato dall'amore, s'inoltra nel regno dell'ombra
per trovare un'immagine in cui la vita si raccoglie trema e risplende
come una fiamma.
Nel suo cammino amoroso Francesco segue l'invito dell'ombra. Abbandona
la figura nuda distesa del quadro che apre la serie dei suoi dipinti recenti
per seguire la strada dell'ombra. L'ombra che si proietta sul muro come
l'inquietante nero doppio della giovinetta nel quadro di Munch
Pubertà.
Adesso la figura nuda diventa spoglia chiusa nella sua fissità
referenziale, mentre l'ombra apre lo spazio contraddittorio e fertile
che é quello della pittura, lo spazio in cui gli amanti si trovano,
si donano il cuore, si dicono addio.
Ruggero Savinio
Roma, marzo 2003